Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove,
che siano utili

M. Poincaré (matematico)



COACHING CREATIVO
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COACHING CREATIVO - 5.FEEDBACK

DESCRIZIONE | VANTAGGI| PUBBLICAZIONI |COS'E' IL COACHING ?|
5 FASI
| 1.RICERCA | 2.DECODIFICA | 3.ELABORAZIONE | 4.PRODUZIONE | 5.FEEDBACK


L’organismo umano è uno dei più complessi e meravigliosi esempi di feedback, la nostra stessa sopravvivenza, infatti, dipende dai meccanismi regolatori interni e dai raffinati circuiti di retroazione dell’informazione.
Il modellamento di quanto avviene in natura, ci porta a considerare l’attività di feedback come una procedura fondamentale del processo creativo che porta al cambiamento e al raggiungimento di un successo.
La natura ha donato agli organismi viventi una dotazione innata, che consente di regolare i processi vitali, non tanto per raggiungere una condizione neutrale, ma per ottenere una condizione di vita migliore.
L’omeostasi è una forma di autoregolazione dinamica che permette agli organismi ed ai sistemi complessi di mantenere le proprie condizioni entro limiti necessari per la sopravvivenza; obiettivo principale dell’omeostasi, per l’organismo umano, è lo stato di salute, il benessere.
A livello biologico, ad esempio, l’omeostasi, regola i processi vitali di ogni cellula istante per istante. Nelle situazioni in cui avviene una modificazione interna od esterna all’organismo, si può verificare una condizione di minaccia se lo stimolo ha la potenzialità di mettere in discussone l’integrità dell’organismo stesso, oppure ci si trova di fronte ad un’opportunità se, la potenzialità dello stimolo, consiste in un miglioramento. L’organismo dunque, rileva la modificazione dell’ambiente interno o esterno ad esso, e reagisce al fine di creare una situazione maggiormente proficua ai fini della propria sopravvivenza.
Le reazioni (vedi il dolore, le emozioni, gli stati di attivazione o allarme) sono un mezzo efficace per stimare le circostanze, per valutare se si tratta di una minaccia oppure di un’opportunità e preparare un piano di azione conseguente: liberarsi dei disturbi o approfittare delle opportunità, per creare una condizione che migliori lo stato generale e punti al benessere.
Pur apparendo semplice in relazione ad un organo come il cervello, ogni singola cellula del nostro organismo partecipa ad una complessa operazione spinta, come afferma Damasio, da un impulso inconscio a rimanere in vita. Gli aspetti che, nella loro essenza, non sono dissimili tra l’attività cellulare e cerebrale, sono “la rilevazione” delle condizioni interne, la “conoscenza inconscia” e dunque una memoria implicita di cosa fare in presenza di una variazione in eccesso o in difetto, la presenza dell’abilità ad eseguire un’azione preventiva o correttiva.
L’aumento della complessità dell’ambiente, richiede sistemi di feedback sempre più sofisticati e flessibili, che consentono di generare azioni specificamente adeguate allo scopo del momento. Per coordinare le funzioni corporee, il cervello crea incessantemente mappe che rappresentano istante per istante lo stato di ogni sistema funzionale corporeo. Molte di queste mappe non sono coscienti, come quelle relative alle regolazioni omeostatiche di base, molte altre invece sono coscienti e riguardano gli effetti di ciò che accade nel nostro organismo: sensazioni, emozioni e sentimenti.
I sentimenti, intesi come immagini mentali coscienti, che hanno dei correlati nelle mappe cerebrali, secondo quanto spiegato dal neurobiologo Damasio, ci aiutano a risolvere problemi non standard che implicano creatività, giudizio e processi decisionali. La complessità di questi problemi richiede l’integrazione e l’utilizzo di grandi quantità di informazione in vista di una o più soluzioni. La funzione di feedback dei sentimenti può essere trovata nel loro essere eventi mentali che richiamano la nostra attenzione sugli stati corporei che li hanno generati, sugli stimoli che hanno innescato la risposta, su esperienze analoghe appartenenti alla nostra memoria autobiografica, sulle possibili conseguenze della situazione e sulle azioni più adeguate ad affrontare la situazione. Nella natura dei meccanismi regolatori che garantiscono a più livelli la nostra sopravvivenza e, per quanto possibile, il miglioramento delle nostre condizioni di vita, possiamo trovare informazioni utili alle procedure di feedback attuate nel coaching.

Gli aspetti che riteniamo trasferibili a questa fase della nostra metodologia possono essere sintetizzati in:
1 rilevazione delle informazioni (stimoli) attraverso una varietà di sistemi di mappatura;
2 stima e valutazione degli stimoli;
3 focalizzazione sugli stimoli più salienti rispetto alla situazione;
4 comparazione del significato attribuito con esperienze analoghe già registrate in memoria;
5 conoscenza di cosa fare, cioè la presenza di un possibile repertorio di azioni ed interventi già sperimentati nel passato e riadattabili alla nuova situazione;
6 conoscenza di saper fare, cioè un repertorio di risorse e competenze che possono essere messe in gioco e rimodellate in funzione della situazione;
7 valutazione degli esiti riscontrati nelle precedenti esperienze e la previsione degli esiti futuri;
8 flessibilità che consente di scegliere e rimodellare le immagini mentali e i piani comportamentali in funzione dell’obiettivo.

Nell’ambito della psicoterapia, della consulenza, del coaching, le procedure di verifica del cambiamento e del conseguimento dei risultati, sono ampiamente utilizzate nei diversi modelli, con l’analogo scopo di monitorare i progressi della sperimentazione ed eventualmente intervenire per re-indirizzare il percorso.

Gli aspetti essenziali del feedback riguardano l’impostazione iniziale del contract goal, che viene definito in modo chiaro, con termini positivi ed affermativi, verificabile anche dall’esterno attraverso eventuali misurazioni, valutazioni obiettive, osservazione e registrazione degli eventuali cambiamenti; in altre parole, per poter essere verificato nella sua effettiva realizzazione, l’obiettivo deve consentire ad un osservatore esterno di percepire con i sensi fisici il cambiamento dello stato, il passaggio cioè dallo stato iniziale in cui era presente un problema, un sintomo, una mancanza, un bisogno, desiderio o altro, ad uno stato in cui è possibile costatare il raggiungimento della meta.

Altro aspetto importante è costituito dall’ecologia; per poter essere contrattato, un obiettivo deve essere ecologico e non può essere ottenuto direttamente a svantaggio o a danno di qualcuno o qualcosa. Il controllo ecologico è dunque un momento di verifica che viene considerato preventivamente anche nell’elaborazione e nella pianificazione; ad esempio nelle domande di Self coaching si concentra l’attenzione anche sulla previsione dei vantaggi e degli svantaggi che l’obiettivo potrebbe arrecare a se stessi e all’esterno.
Nella fase di feedback tale previsione viene effettivamente monitorata; se ad esempio una importante opportunità è direttamente proporzionale ad una minaccia, oggettivamente costatabile, verso un’altra area della vita o verso altri individui, sarebbe opportuno rivalutare l’implementazione del progetto.

Il processo di feedback consiste nella percezione, stima, valutazione delle modificazioni che avvengono nell’individuo e nell’ambiente circostante, in relazione alla sperimentazione del progetto, ma non solo. E’ importante avere a disposizione un piano di intervento conseguente - con un repertorio di azioni e risorse disponibili - per modificare eventualmente gli ostacoli o i sintomi che interferiscono, modificare le operazioni che sono state effettuate nella fase della sperimentazione reale, approfittare di eventuali opportunità in corso d’opera, per creare una condizione che migliori lo stato generale e punti alla realizzazione degli obiettivi.
La flessibilità è uno dei presupposti più importanti nell’ambito del processo di feedback, poiché consente di percepire e valutare eventuali insuccessi, blocchi, ostacoli, difficoltà, non come fallimenti, ma informazioni preziose su cui basare un nuovo micro-ciclo creativo per mappare la situazione, selezionare il tipo di intervento, rielaborarlo in funzione dell’obiettivo, sperimentarlo e verificarne gli esiti. La fase di feedback apre le porte a nuove possibilità d’azione: implementare il progetto se si tratta di un ambito a lungo termine, impostare un nuovo cambiamento, una nuova meta da realizzare, procedere nella crescita dello stesso progetto iniziando nuove fasi che partiranno dalla ricerca dei successivi dati informativi.


 

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