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BASI SCIENTIFICHE
La metodologia che abbiamo elaborato costituisce il valore aggiunto
dei nostri interventi formativi perché è un metodo di apprendimento,
di gestione delle informazioni e della conoscenza, basato sull'interattività
e l'assistenza continua di un coach e cioè di un allenatore
mentale e facilitatore di processo.
Il Coaching Creativo nasce come integrazione ed elaborazione
delle basi teoriche e delle esperienze
professionali degli autori,
in campo psicologico,
psicoterapeutico,
consulenziale,
aziendale
La formazione deriva, in particolare, dai modelli della Psicologia
Umanistica, dell’Analisi Transazionale,
della Programmazione Neurolinguistica e della
Psicoanimazione come metodologia interdisciplinare,
a mediazione creativa, messa a punto da Maria Rita Parsi. Gli
studi delle neuroscienze e del pensiero
creativo, ne hanno costituito una parte integrante,
che ha contribuito all’elaborazione di questa impostazione metodologica.
CARATTERISTICHE
Il Coaching Creativo si fonda sulla convinzione che ogni
cliente possiede in sé le risorse e la creatività, necessarie
per realizzare gli obiettivi desiderati e si focalizza
sulla situazione attuale in cui si trova il cliente, per sostenerlo
in un percorso mirato a raggiungere l'obiettivo prefissato,
riconoscendo che tali risultati sono il frutto delle scelte,
delle intenzioni e delle azioni del cliente stesso, supportate
dagli interventi del coach.
Nel coaching è il cliente scegliere cosa vuole ottenere per
sé e/o per il gruppo con il quale, o nel quale collabora, partendo
dalla definizione dello stato che intende raggiungere.
La funzione del coach è quella di ascoltare, osservare
e offrire il suo contributo con domande mirate
ad espandere la consapevolezza; inoltre promuovere
il senso d'impegno e l'azione con strumenti e tecniche
pratiche, adattabili in ogni contesto, privato e professionale.
Il Coaching Creativo è, pertanto, una metodologia di
lavoro, ma anche di crescita, poiché
offre l’opportunità di ampliare la propria mappa del mondo,
conoscere se stessi e gli altri, utilizzando strumenti (metodologie,
procedure, tecniche) atti all’arricchimento delle opzioni, all’allargamento
della personale posizione percettiva riguardo se stessi e l’ambiente
circostante, per alimentarne anche il tessuto connettivo, gli
scambi, la comunicazione, per affrontare eventuali problematiche
- o difficoltà - attraverso un processo di riattivazione delle
“risorse creative” presenti in ognuno.
Le risorse della Mente Creativa spesso non vengono utilizzate,
poiché non se ne conosce fino in fondo la valenza, ma soprattutto
per la mancanza di un metodo chiaro, definito nei suoi presupposti,
per la scarsa percezione delle possibili procedure che possono
essere seguite, in modo tale da integrarle con il proprio atteggiamento
mentale e con le proprie competenze e farle divenire parte di
sé.
L’intento del Coaching Creativo è, dunque, mettersi
sulle traccie delle “risorse creative”, mapparle,
utilizzando procedure e tecniche adeguate e congruenti con la
situazione e lo stato in cui si trova il cliente, organizzarle
secondo i criteri opportuni e quindi rielaborarle. rimodellarle
e selezionare gli elementi e le funzioni maggiormente efficaci;
infine sperimentarle, per poi verificarne
i risultati e aumentare le potenzialità.
Una volta che si è riusciti a dare senso, significato, arricchimento
creativo al proprio modo di essere e di affrontare le sfide,
gli impegni, le mete, si aumenta la potenzialità e la disponibilità
ad una comunicazione diretta ed integrata, libera da schemi
che possono imprigionare emozioni, intenzioni, pensieri, capacità,
progettualità, nell’interazione con se stessi, con gli altri
e con il contesto ambientale.
In tal senso, si aumenta la capacità di uscire da ruoli
rigidi e precostituiti, acquisendo, al contempo, metodo
e flesibilità, le caratteristiche fondamentali per un leader
che guida il cambiamento.
Il Coaching Creativo permette di gestire meglio le proprie mappe
cognitive per decodificare la realtà, consapevoli che “la mappa
non è il territorio”, intenzionati a leggere dal libro della
vita ben oltre le apparenze; integrando le forze inconsce
con quelle della razionale consapevolezza, rifiutando di
sostituire “i beni” al “bene” di esistere; sperimentando
la spontaneità negli affetti; organizzando la propria vita col
desiderio di collegarla armonicamente a quella degli altri.
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