|
Nell’esperienza quotidiana, anche se non possiamo esserne consapevoli,
il nostro cervello codifica i dati sensoriali registrati con
l’attività dei cinque sensi, in configurazioni neuronali, generando
miliardi di collegamenti, chiamati sinapsi, le quali sottendono
le immagini mentali di ogni tipo.
Dunque, l’informazione di cui siamo coscienti e i dati che rimangono
sepolti nella mente inconscia, o lasciati temporaneamente nel
serbatoio della memoria, sono innanzitutto configurazioni di
codici astratti.
La seconda fase, il processo di decodifica, prevede l’osservazione
dei dati raccolti, l’individuazione dei criteri
di classificazione, interpretazione
ed organizzazione dei dati e delle informazioni
ottenute grazie alle procedure e alle tecniche della fase della
Ricerca.
Decodificare, significa organizzare e interpretare le
informazioni utilizzando in modo integrato i sistemi
rappresentazionali, per cogliere la stessa realtà da prospettive
multiple: ri-vedere, ri-pensare, ri-ascoltare, ri-sentire il
campo esplorato, cogliendone nuovi significati sui quali riflettere.
In questa fase non si attua ancora la vera e propria selezione
dei materiali a disposizione, cosa che avverrà a partire dalla
fase di Elaborazione.
Parlare di decodifica implica la presenza di informazioni codificate
che necessitano di una traduzione o di una spiegazione; ci si
può domandare, perché i dati racconti siano da considerare come
codici e non materiale, per così dire, grezzo?
Con la metodologia del Coaching Creativo, le tracce e i segni
prodotti, recuperati e raccolti, possono essere trasformati
in fenomeni densi di significato.
Ill processo di decodifica si concretizza, in prima istanza,
nella definizione dei criteri adeguati ed utili per
classificare le informazioni che abbiamo ricercato e “mappato”.
Ogni istante il cervello codifica le infiormazioni provenienti
dall'ambiente creando delle mappe neurali e generando simulataneamente
miliardi di collegamenti sinaptici e sviluppando costantemente
delle immagini mentali.
|