Come dirigere un gruppo: il mondo dell’intelligenza emotiva

10 giugno 2019

Tra le tante parole che si abbinano al concetto di manager e di leader, le più utilizzate sul web e nei libri di settore sono “resilienza”, “creatività”, “passione”, ma soprattutto “Intelligenza Emotiva” (IE). L’IE è un insieme di abilità che consente a una persona di riconoscere e gestire le proprie emozioni così come quelle degli altri. A chi guida un’impresa o un gruppo di persone non basta il talento tecnico o gestionale: è importante stimolare e allenare l’Intelligenza Emotiva; ma misurare l’Intelligenza Emotiva non è così immediato come si può fare con il “Quoziente Intellettivo”.

Parlando di un argomento del genere viene subito da chiedersi se l’Intelligenza Emotiva produca un impatto sul lavoro di un leader e dei suoi collaboratori. Inoltre, si trasforma in vendite grazie alla capacità di creare relazioni con i clienti? Incide sui tempi di lavoro “avvicinando” i colleghi tra loro?

Gli studi sull’IE si sono focalizzati su alcuni temi che hanno chiarito l’impatto dell’IE nel lavoro in azienda, analizzando situazioni specifiche, come ad esempio “quando un manager è stressato può gestire i disordini del posto di lavoro in modo più rapido ed efficace se ottiene un punteggio elevato in termini di chiarezza emotiva. Potrà anche ‘riprendersi’ rapidamente e facilmente”. Oppure “gli individui in grado di leggere le emozioni degli altri sono in grado di rispondere ai cambiamenti nel loro ambiente sociale e di interagire con i colleghi anche nel caso in cui debbano dare feedback correttivi o cattive notizie”.

 

L’Intelligenza Emotiva si basa su quattro pilastri

Autoconsapevolezza: la capacità di riconoscere come ti senti, identificare e dare un nome a quella sensazione e valutare perché ti senti in quel modo.

Autogestione: la capacità di gestire e controllare le tue emozioni in ogni tipo di situazione, in particolare quelle stressanti.

Consapevolezza sociale: la capacità di riconoscere i segnali sociali, identificare come si sentono gli altri e valutare perché si sentono in quel modo.

Gestione delle relazioni: la capacità di gestire e controllare il modo in cui gli altri reagiscono a tutti i tipi di situazioni, in particolare quelle stressanti.

 

D’altra parte è giusto chiedersi: “Se il lavoro viene fatto e gli obiettivi sono raggiunti, è così importante preoccuparsi degli aspetti emotivi?”. Per rispondere diamo un’occhiata ad una delle ricerche svolte negli ultimi anni sull’impatto dell’IE. Chang, Sy e Choi (2011) hanno studiato l’influenza dell’IE sulle prestazioni del team. Sulla base di uno studio condotto su 91 team, hanno rilevato che “l’Intelligenza Emotiva del membro del team e l’Intelligenza Emotiva del leader sono positivamente collegate alla fiducia intra-team, che a sua volta interessa positivamente le prestazioni dello stesso”. Lo studio chiarisce che l’IE elevato equivale a un alto livello di fiducia intra-gruppo e, pertanto, a prestazioni di gruppo più elevate. Ciò che rimane da capire è se sia possibile rendere dipendenti e capi più intelligenti emotivamente. Oppure sono qualità caratteriali difficili da modificare?

 

Come afferma Psychology Today, “a differenza del Quoziente Intellettivo, che non cambia in modo significativo nel corso della vita, il nostro Quoziente Emozionale può svilupparsi e migliorarsi con il nostro desiderio di imparare e crescere”. Se la fai diventare una priorità, puoi aiutare i tuoi dipendenti ad aumentare il loro IE. È qui che entrano in gioco la spinta personale e l’autovalutazione. Il modo migliore per dipendenti e manager per far crescere la propria Intelligenza Emotiva è che prima imparino a conoscerla e riconoscerla, attraverso una buona lettura o un workshop, oppure che si impegnino ad allenarla attraverso il coaching.

 

Non è detto che ad ogni team serva investire nell’immediato sull’IE per risolvere specifiche criticità. Ma le ricerche dimostrano che quando ci troviamo di fronte ad un cambiamento, quando abbiamo bisogno di trovare buone idee per far migliorare un team, quando viviamo una sfida significativa, contare su persone allenate all’Intelligenza Emotiva produce risultati più rapidi, creativi e un maggiore senso di appartenenza.

 

Simone Piperno

Fonte: https://www.biancoebruno.it/rivista-digitale-in-pdf?task=document.viewdoc&id=23

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