Ritornare alle fondamenta: quattro principi determinanti per il successo della gestione del cambiamento

11 febbraio 2019

di Robert J. Choi

 

Dopo 12 anni di lavoro nella business transformation, in cui ho portato le aziende ai massimi livelli di produttività, efficienza e innovazione, si potrebbe pensare che io sia un esperto nella risoluzione dei problemi più oscuri e impenetrabili. Dopotutto, aziende di tale calibro sono già storie di successo, no? Il change manager ha bisogno di essere un talento inequivocabilmente geniale per portare qualcosa di prezioso sul tavolo?

Beh, no. La verità è che, naturalmente, è necessario avere un meccanismo di trasformazione ben oliato ed efficiente, ma ciò richiede molta meno specializzazione o conoscenza di quanto si possa presupporre. In realtà, il successo si basa quasi interamente sulla corretta realizzazione di poche cose, le basi.

Quando una grande azienda vuole modificare radicalmente i complessi processi operativi, ma il suo personale non conosce i principi fondamentali come “avere un ordine del giorno”, l’agente del cambiamento sa da dove iniziare. Aiutare il cliente e la squadra ad essere chiari su tutte le pratiche di supporto che stai implementando serve non solo ad evitare l’accusa, comune ai responsabili del cambiamento, del: “Non devi capire la nostra cultura perché facciamo le cose in modo diverso”; ma rende anche tutti più coinvolti, sicuri, fiduciosi e, soprattutto, ricettivi.

Quindi, tenendo presente questo, ecco i quattro principi di base della trasformazione aziendale che richiedono la revisione più ampia – quelli che costituiscono il 90% del lavoro ma di solito ricevono solo il 10% dell’attenzione. Ricorda, senza questi concetti ben impressi, non può avvenire niente di positivo e qualsiasi ideale futuro sarà conquistato a fatica o non raggiunto affatto.

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1. Struttura

Nel mondo della trasformazione, la struttura si riduce semplicemente ad una componente principale portata avanti durante l’intero progetto: le riunioni. È importante che i contenuti e le idee che ne derivano siano di alta qualità, ma immaginate quanto tempo perso se gli incontri non proseguono correttamente? Dopotutto, sono la forma principale di comunicazione tra una squadra e dovrebbero essere vissuti con la stessa spontaneità dello scrivere un messaggio.

Inizia con posizioni chiare e assicurati che non rimangano confuse, è meglio che la discussione iniziale prenda il giusto tempo. Un collaboratore riporta per iscritto i compiti assegnati in modo che il delegato sappia a chi deve rendere conto e per cosa. Infine, l’organizzatore della riunione coinvolge le persone interessate e stabilisce il luogo e l’ora.

Il facilitatore può assegnare i ruoli, cercare volontari oppure i ruoli possono essere discussi insieme; non importa in che modo il team viene definito. Quando la struttura è stabilita, il resto del progetto può finalmente fare il suo corso.

 

2. Terminologia

Una volta ho avuto a che fare con una persona delle risorse umane che non capiva che la parola “impresa” si riferisse all’intera azienda, non solo al progetto di cambiamento che stava subendo. Un’altra volta, un membro del mio team era completamente impreparato sulla parola “argomento”, pensava che fosse un combattimento, e non un’asserzione da provare. Questi potrebbero sembrare errori semplici, facilmente correggibili con un dizionario, ma hanno un senso più grande per me: che il linguaggio non è solo ingannevole ma spesso un killer silenzioso. Mi sono servite circostanze molto specifiche per scoprire che queste persone non sapevano cosa volessi dire, e che non avevano intenzione di offrirmi volontariamente la loro ignoranza. Educa sempre i tuoi clienti e il tuo team su ciò che stai dicendo, perché anche conoscere le parole relative a ciò che si sta vivendo, può cambiare le cose. Il CEO di un’azienda con una performance insoddisfacente con cui ho lavorato, stava affrontando così tanti problemi, da sentirsi inerme, semplicemente perché non conosceva il linguaggio riguardo le trasformazioni che poteva apportare. Così gli ho insegnato i cambiamenti proattivi, i cambiamenti reattivi e quando sono arrivato al cambiamento ambientale e alla soluzione specifica del caso, ha avuto uno slancio.

 

3. Leadership

Probabilmente l’abilità più importante della lista è anche la più semplice da correggere. Inizia seguendo alcune semplici regole: fai le domande di base, non essere criptico, assicurati che i motivi per cui assegni i compiti (insieme ai risultati attesi) non siano solo trasparenti ma realistici e fidati delle persone che assumi. In altre parole, Steve Jobs ha detto, “Non ha senso assumere persone intelligenti e dirgli cosa fare; assumiamo persone intelligenti così che possano loro dirci cosa fare.” Non riesco a pensare a un consiglio migliore per qualsiasi leader, tirocinante o esperto. Per ulteriori consigli, studia il libro “Why?” di Simon Sinek, per apprendere le nozioni di base sulle domande mirate e “The Essential Drucker”, che suggerisce: se vuoi qualcosa di nuovo, smetti di fare qualcosa di vecchio.

Se vuoi un aforisma ancora più significativo, penso sempre al generale francese che ha perso le sue truppe e ha detto: “Devo inseguirli per poterli guidare”. Questa è la persona che immagino si impegni per integrarsi alla cultura aziendale del suo cliente, invece di portarlo ad un maggiore livello di ricchezza.

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4. Il processo decisionale

Se sei un Kardashian o una Real Housewife, puoi sederti e indicare agli altri quale marchio sviluppare o su quale progetto investire. Se sei un agente di cambiamento anticonformista, sai che il processo decisionale nel suo nucleo consiste nella partecipazione attiva; non è solo la scelta, è un processo intenso che implica la previsione degli ostacoli, le argomentazioni e i risultati. Inizia a raccogliere dati e a verificarli; una volta ottenuti i dati giusti, fidati e dai il via.

Ciò che spesso viene meno è la capacità di gestire le conseguenze di una scelta, perché il modo in cui gestisci le conseguenze determina il modo in cui effettivamente fai innovazione. Se un azzardo è andato bene, continuerai ad intensificare tecnologie, strutture organizzative, investimenti e programmi? O eviterai finché puoi?

Se non confondi i principi fondamentali con il nascondersi dietro di loro, conosci già la risposta giusta.

Fonte: https://www.forbes.com/sites/theyec/2018/11/27/back-to-basics-four-fundamentals-of-change-management-pivotal-to-success/#192f6f0133d3

Traduzione di Martina Tommasino