10 miti da sfatare sul Design Thinking

23 novembre 2018

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“Non scegliere l’approccio del Design Thinking per le ragioni sbagliate, o inizierai con aspettative irrealistiche”.

Il Design Thinking continua a guadagnare popolarità con i leader IT che cercano di innovare ma, fin dalla nascita di questa tendenza, persistono delle incomprensioni. Per poter valutare al meglio il potenziale del Design Thinking per l’organizzazione IT e integrarlo nei suoi processi, i CIO devono prima aver chiaro cosa è e cosa non è, cosa richiede e cosa no, cosa può o non può fare.

Ecco alcuni dei più comuni miti sul Design Thinking sui quali i leader IT dovrebbero ricredersi esplorando l’approccio e i suoi potenziali benefici.

1. Mito: Il Design Thinking serve solo per la creazione di nuovi prodotti

Questo rimane uno dei più grandi miti sul Design Thinking che le organizzazioni IT lungimiranti stanno rapidamente smentendo. “Il Design Thinking può essere applicato per i servizi, i processi, le strategie, gli sviluppi di scenari e anche per le sessioni di Roadmapping. Può essere usato ovunque ci sia necessità di trovare soluzioni innovative” dice Yugal Joshi vicepresidente di Everest Group. I leader IT che credono di poter applicare il Design Thinking solo ai settori nuovi ed inesplorati stanno perdendo opportunità significative per ripensare processi e soluzioni esistenti. Circa il 70% dell’innovazione avviene nel ridisegnare le catene del valore e nell’utilizzare le informazioni in modo intelligente per guidare l’eccellenza operativa, afferma Prashant Kelker, partner del gruppo di soluzioni digitali ISG.

2. Mito: Il Design Thinking è solo per individui creativi

Strumenti come mappe dell’empatia, brainstorming, bozze, prototipazione cartacea e simulazioni consentono, infatti, ai non-designer di utilizzare il Design Thinking, afferma Joshi. “La creatività può essere stimolata attraverso le tecniche utilizzate nel Design Thinking”, aggiunge Shawn Fields, vicepresidente dell’innovazione digitale con CompuCom, provider di servizi gestiti.

3. Mito: Il Design Thinking incrementa il rischio di fallimento

Incoraggiando i team a creare un prototipo con un minimo di autosufficienza e ad aggiungere funzionalità basate sul feedback degli utenti, l’approccio del Design Thinking elimina realmente in modo efficace i difetti. I Leader IT non capiscono che limiterebbero i propri sforzi di progettazione. “Le imprese timorose sono caute nell’adottare pienamente il Design Thinking”, dice Joshi, “e le loro iniziative frammentarie finiscono per non giovare a nessuno”.

4. Mito: Il Design Thinking richiede un laboratorio innovativo

Molte grandi aziende stanno cercando di diventare più simili a startup, con alcune organizzazioni IT che creano veri laboratori di innovazione. Tuttavia, “limitare il Design Thinking a un laboratorio equivale a simulare l’innovazione”, afferma Kelker. “Le idee che sono state create utilizzando il Design Thinking in questi laboratori falliscono la prova del nove quando vengono riportate nell’organizzazione. Il design thinking dovrebbe essere un’abilità che permea l’intera organizzazione. ”

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5. Mito: Il Design Thinking non può essere utilizzato in partnership

Nell’economia iper-connessa di oggi, il valore aziendale è sempre più generato attraverso gli ecosistemi. Il Design Thinking può essere usato anche tra partner. “Le organizzazioni, sfortunatamente, non usano spesso il Design Thinking in collaborazione con i propri partner, sfruttando la creatività combinata, le competenze e le capacità offerte da ciascun partner al tavolo”, afferma Kelker. “Le organizzazioni dovrebbero adottare un approccio collaborativo per generare idee. Le politiche e i principi per la co-creazione della proprietà intellettuale, combinati con meccanismi di condivisione degli utili, si dimostrano molto validi per dare vita alle idee. ”

6. Mito: Il Design Thinking produce risultati più in fretta

“Questo mito deriva dalla comparsa di risultati rapidi attraverso la prototipazione e il ciclo di generazione di idee”, afferma Michael Cantor, CIO di Park Place Technologies. Tuttavia, qualsiasi prodotto finale richiede lo stesso tempo per essere sviluppato. “La realtà è che il Design Thinking produce fin da subito un prodotto più accurato, il che può tradursi in un tempo di immissione sul mercato ridotto, se i cicli di rilavorazione non sono necessari per ottenere l’approvazione”, afferma Cantor. “Il lato negativo di questo mito è che i leader possono aspettarsi una stima dei costi inferiore o un tempo più breve esclusivamente attraverso l’uso della metodologia”.

7. Mito: Il Design Thinking è facile

In effetti, adottare il Design Thinking all’interno di un’organizzazione IT tradizionale può essere un cambiamento molto difficile da fare. “Cambiare una cultura aziendale rigida non è facile. Le persone si sentono a disagio quando corrono dei rischi “, afferma Dean Pipes, CIO di TetraVX. “Alcune culture aziendali sono così soffocanti che non si dà spazio alle idee nemmeno nelle conversazioni di routine. Nessuno vuole essere chiamato ladro, specialmente quando il momento di valutare le prestazioni si avvicina”. Pertanto, l’accettazione e l’integrazione del Design Thinking può richiedere tempo. “Osservate quanto tempo è servito alle principali organizzazioni per adottare metodologie di sviluppo agili”, osserva Pipes.

8. Mito: Il Design Thinking si adatta a tutti i tuoi progetti

Questo martello non può andare bene per ogni chiodo. “Quando ai team si impone l’utilizzo di questo metodo per ogni progetto, è possibile che vengano trascurati altri fattori chiave per il successo”, afferma Cantor. Il Design Thinking potrebbe non funzionare per un progetto con una scadenza vicina e improrogabile o per uno con vincoli tecnologici specifici.

9. Mito: Il Design Thinking è un processo step-by-step

“Il fatto è che il Design Thinking è quanto di più lontano dalla linearità ci possa essere, le persone spesso confondono la linearità della struttura con la linearità del processo”, afferma Fields. “Ogni fase del processo può, infatti, fornire informazioni sulle fasi precedenti o successive dello stesso; in effetti, è ciò che conferisce al Design Thinking il suo potere”.

“Il professionista IT predilige modelli di progettazione che definiscono il percorso esatto per raggiungere il successo”, afferma Cantor. “La verità è che il Design Thinking è più una metodologia che agisce sulla cultura e sulla mentalità, che un insieme di passi da seguire. La metodologia può essere applicata in più modi, che devono essere sintonizzati sul particolare problema in questione”.

10. Mito: Il Design Thinking è un toccasana

Il Design Thinking non è una panacea, né un sostituto di altri approcci, ma piuttosto un complemento. “Come ogni altra struttura o strumento, ha un posto nel processo di risoluzione di un problema”, afferma Fields. “Il Design Thinking aiuta a concentrarsi sullo sviluppo di un prodotto o servizio costruito in collaborazione con il consumatore finale di quel prodotto o servizio.”

 

di Stephanie Overby

Fonte: https://enterprisersproject.com/article/2018/11/10-design-thinking-myths-debunked

Traduzione di Martina Tommasino