Brainsolving

3 agosto 2018

Il Brainsolving è una tecnica elaborata integrando alcune varianti del brainstorming, utilizzate in campo aziendale. La tecnica prevede di passare attraverso due distinti processi di immaginazione creativa, “immaginario catastrofico” e “immaginario fantastico”, al fine di sviluppare le condizioni migliori per generare soluzioni. Si tratta essenzialmente di due forme di Brainstorming, parzialmente guidate da indicazioni operative, attraverso le quali è possibile identificare le aree di un progetto e gli esiti futuri che sono particolarmente deboli e vulnerabili oppure efficaci e promettenti, così da affrontare la situazione con un ampio margine di anticipo.

Il processo creativo si sviluppa sulla base di alcune domande che tendono a mettere in luce gli aspetti negativi e/o i pericoli cui può andare incontro un’idea o un progetto e le implicazioni positive e/o esageratamente ottimistiche della stessa.

Nelle situazioni in cui è necessario analizzare una questione con attenzione e meticolosità, il Brainsolving insieme ad altre procedure di intervento di problem setting e problem solving consente di aumentare il grado di consapevolezza dei possibili inconvenienti. Produrre creativamente una serie di immagini catastrofiche, consente anche di dare forma e perimetro alle fantasie negative e distruttive, costituisce una sorta di catarsi che può liberare gli individui dai pensieri pessimisti, dalle eventuali convinzioni limitanti che potrebbero poi realmente minacciare il progetto nelle fasi successive.

 

Obiettivi

• Individuare le implicazioni di un progetto

• Analizzare le possibilità che si verifichino eventi negativi e positivi

• Stabilire il livello di gravità del problema che potrebbe nascere oppure le sue potenzialità

• Lavorare creativamente sull’immaginario catastrofico e fantastico

• Anticipare passi falsi

 

Fase 1: Brainstorming “ipotetico”

In questa prima parte ci si pone la domanda “cosa accadrebbe di negativo se…”, indicando l’evento che si vuole analizzare (ad esempio: calo dei profitti, aumento della concorrenza). In questo modo identifichiamo le componenti di rischio in un progetto e possiamo farci un’idea di quali eventi e possibilità dovremo evitare, anticipare, risolvere prima del loro verificarsi. La domanda prescelta, nel caso generi una risposta particolarmente interessante, viene inserita nella tabella e valutata in relazione al suo grado di gravità e probabilità.

 

Fase 2: Brainstorming “difficile”

In questa seconda parte ci si concentra sulla domanda “quali sono le difficoltà cui andiamo incontro?”. Stabilire due o tre difficoltà rilevate dall’individuo o dal gruppo ed individuarne nella tabella il livello di gravità e probabilità.

 

Fase 3: Brainstorming “catastrofico”

In questa terza parte ci si pone in un’ottica di esagerazione delle cose che potrebbero succedere in negativo, fino anche ad elaborare storie e situazioni grottesche e bizzarre. Portare le situazioni fino al loro estremo negativo porta ad una naturale ristrutturazione ironica delle difficoltà, che in seguito possono essere ricollocate nella giusta dimensione, con uno spirito creativo. Questa parte del lavoro prende spunto dalle tecniche di intervento provocative e paradossali che, spingendo le ipotesi negative agli estremi, hanno la facoltà di sdrammatizzare la situazione. Ovviamente, in quest’ultimo caso, non è applicabile lo studio dei livelli.

tabella-1

Fase 4: Valutazione realistica

Se riteniamo che il problema sia rilevante e piuttosto grave, assumerà la priorità rispetto ad altri aspetti e sarà questo il punto di partenza per predisporre le misure adeguate per la corretta gestione del problema. Ora, è opportuno utilizzare una tecnica, o un percorso, per affrontare e superare gli aspetti problematici della situazione.

 

Fase 5: Brainstorming “ipotetico”

Il facilitatore domanda “cosa accadrebbe di positivo se…”, indicando l’evento che si vuole analizzare (ad esempio: aumento della produttività, sviluppo tecnologico, crisi dei competitor). Il gruppo genera una serie di risposte mediante Brainstorming. Le domande che forniscono risposte particolarmente utili, vengono inserite nella tabella ed analizzate in relazione al loro livello di positività e probabilità.

 

Fase 6: Brainstorming “positivo”

In questa seconda parte ci si concentra sulla domanda “quali sono le implicazioni positive che incontreremo?”. Dopo aver raccolto una serie di idee con il Brainstorming, definire due o tre elementi positivi da inserire nella tabella e da specificare.

 

Fase 7: Brainstorming “fantastico”

A questo punto la prospettiva dalla quale si osserva il problema diventa esageratamente ottimistica, come se avessimo un aiuto magico da utilizzare per migliorare la situazione nel modo in cui desideriamo. Anche in questo caso, come con l’utilizzo dell’immaginario catastrofico, si generano immagini caricaturali ed estreme nella loro positività e lo si fa senza utilizzare la tabella.

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Fase 8: Valutazione realistica

Dall’incrocio del livello di probabilità e di positività troviamo quegli aspetti in grado di produrre risultati particolarmente soddisfacenti; l’esempio più evidente naturalmente è costituito dal fattore con alta positività e probabilità di verificarsi. All’opposto, gli aspetti con bassa possibilità di verificarsi e lieve positività potrebbero richiedere uno sforzo eccessivo rispetto al risultato finale. Dopo aver individuato uno o più fattori considerati opportuni, auspicabili o necessari, è possibile procedere con uno specifico percorso per la realizzazione dell’obiettivo o anche avvalersi di singole tecniche.