Brainwriting, la creatività grafica

18 settembre 2017
Brainwriting

Il Brainwriting è una tecnica complementare al brainstorming, che si può realizzare in diverse modalità. Più specificamente, il Brainwriting è la versione grafica su carta del brainstorming ed è utilizzato per sviluppare nuovi prodotti o per generare idee e progetti in settori dove la creatività è molto importante, come ad esempio nella pubblicità.

E’ una tecnica elaborata da Horst Geschka e dai suoi colleghi del Battelle Institute di Frankfurt, portando avanti gli studi sui metodi di gestione delle innovazioni all’interno dei gruppi; questa tecnica è stata pubblicata anche da VanGundy nel 1988 sul libro Techniques of Structured Problem Solving. E’ utilizzato soprattutto per i gruppi che non sono abituati a realizzare un brainstorming e, in generale, sessioni creative, oppure per gruppi di grandi dimensioni, per i quali il brainstorming potrebbe risultare troppo confusionario o limitante per qualcuno dei partecipanti. Il numero ideale di partecipanti, comunque, varia da 4 a 8.

Esistono molte varianti e diversi modi per realizzarla:

BrainWriting Pool, BrainWriting 6-3-5, Idea Card Method, BrainWriting Game, Constrained BrainWriting, BrainSketching, Force-Fit Game, Pin Cards, Crawford Slip Writing.

Per realizzare una sessione di Brainwriting, basta fornire ogni partecipante di un foglio di carta e di una penna oppure di un blocchetto di post it e disporre di un moderatore che diriga le operazioni ed enunci una frase di partenza capace di stimolare il processo creativo verso la soluzione di un problema o il raggiungimento di un obiettivo.

Descrizione sintetica

Il Brainwriting inizia quando il moderatore ha scritto sui fogli di tutti i partecipanti la frase ideata per stimolare le risposte dei partecipanti e le soluzioni creative. Ognuno si trova con un foglietto di carta ed una frase su cui riflettere; a questo punto i partecipanti scrivono o rappresentano in modo grafico la prima idea che gli passa per la mente, ovviamente tenendo come costante punto di riferimento l’obiettivo della sessione. L’idea può essere comunicata con una frase, ma anche con un disegno o dei simboli o addirittura, se si hanno a disposizione delle riviste, è possibile realizzare una sorta di collage con le immagini, ma in questo caso la sessione è più lunga e la semplicità che contraddistingue questa tecnica verrebbe a diminuire. Dopo aver rappresentato sul foglietto  la propria idea, ogni partecipante passa il foglietto al compagno di destra, che leggerà l’idea e trarrà da questa, e della frase iniziale, lo spunto per una nuova soluzione. La sessione continua almeno fino al momento in cui i foglietti hanno percorso un giro completo tra i partecipanti, anche se è possibile realizzare più di un giro, ma la versione classica del Brainwriting punta molto sulla rapidità e la semplicità della tecnica. Al termine del primo giro, il gruppo ha a disposizione una serie di foglietti con frasi, disegni e simboli tra i quali scegliere per individuare le idee e le soluzioni adeguate alla risoluzione del problema. Le idee di ognuno rimangono “anonime” e la competizione all’interno del gruppo è molto ridotta, in quanto c’è uguale spazio per tutti nell’esposizione delle idee e i fattori caratteriali, che possono incidere notevolmente in una sessione di brainstorming, limitano molto poco i partecipanti.

Obiettivi

  • Ideare nuovi prodotti;
  • Trovare idee per pubblicità e campagne di comunicazione;
  • Sviluppare in modo semplice progetti creativi in gruppo;
  • Generare un ampio numero di alternative e soluzioni.

I passi operativi da seguire 

1) Il materiale

Fornire un foglio di carta ed una penna – o un blocchetto di post-it ai partecipanti e farli sedere comodamente e con una certa distanza tra loro, intorno ad un tavolo preferibilmente circolare, più adatto a predisporre un clima favorevole alla collaborazione e al lavoro di gruppo. Il foglio può essere fornito completamente bianco, con la sola frase iniziale scritta, lasciando il massimo spazio creativo ai partecipanti, oppure diviso in zone, per lasciare lo stesso spazio ad ognuno.

2) Specificare l’obiettivo

Identificare il problema o l’obiettivo che si vuole raggiungere; questo passaggio può essere organizzato preventivamente dal moderatore, oppure realizzato direttamente dal gruppo e quindi in modo condiviso. La scelta, in questo caso, dipende dall’esperienza del gruppo verso questo tipo di sessioni e dalla capacità dei partecipanti di contrattare e definire dei punto in comune.

3) Scatenare le associazioni

Ogni partecipante scrive sul foglio che ha davanti la prima idea che gli viene in mente, rispetto al problema da risolvere; la discussione realizzata precedentemente per identificare l’obiettivo e la frase iniziale scritta sul foglio fungono da stimoli per la riflessione e la ricerca creativa di nuove soluzioni. L’idea può essere espressa in modi differenti: scritta, disegnata, rappresentata con un simbolo o nel modo che il partecipante preferisce. I partecipanti possono anche riportare sul foglio più di un’idea, ma in questo caso è meglio deciderlo preventivamente e dare delle regole comuni da seguire durante la sessione.

4) Passare le idee

Il foglio viene passato al compagno di destra e si procede come sopra, con la rappresentazione di una nuova idea, prendendo spunto da ciò che si trova sul foglio che si ha di fronte. Dopo un certo numero di passaggi, che può corrispondere ad un giro completo tra i partecipanti o a un certo periodo di tempo deciso all’inizio, il moderatore raccoglie tutti i fogli e li mette al centro del tavolo per dare inizio alla valutazione di gruppo.

5) Setacciare le idee

Tutte le idee vengono analizzate e messe in relazione tra loro anche in modalità diverse rispetto a quanto fatto dai partecipanti sui fogli. Una serie di idee possono essere prese da un foglio e unite con quelle di altri per trovare una soluzione originale ed efficace. Il criterio di valutazione delle idee è molto importante e il modo di procedere varia molto, a partire dalla modalità classica che prevede una discussione e una valutazione in gruppo delle idee, coordinata dal moderatore, che inevitabilmente indirizza la discussione. È possibile, inoltre, che le idee vengano analizzate da un gruppo diverso rispetto a quello che ha condotto la sessione di Brainwriting, magari più competente tecnicamente e quindi capace di vagliare in modo più preciso le proposte, oppure può essere visionato dalla dirigenza o, in generale, da qualcuno che ha maggiore autorità sul progetto, come supporto alla sua decisione. A questa modalità di Brainwriting, per la quale tutti i partecipanti si uniscono per risolvere uno stesso problema, può essere affiancata una seconda che prevede che ogni partecipante scriva un diverso problema, il proprio e gli altri, a turno, scrivano le proprie idee al riguardo. In questo modo, scambiando il foglio con gli altri, tutti i partecipanti si ritroveranno un’ampia gamma di soluzioni tra cui scegliere o da cui trarre ispirazione.